Fjelds : roccia, neve e quel che ci rimane.

Per molti la Calabria è sinonimo di sole, cuore, amore e rino gaetano o al massimo Brunori sas.
Ma ciò che non ti aspetti è lecito in una regione così contraddittoria che esprime gelide armonie e cantori disincantanti, santi e rapinatori, gelati e sott’olio.
Capita che l’eterno inverno (che comincia appena gli amici delle vacanze vanno via a settembre) ti pervada nello spirito e si impadronisca subdolamente dei suoni o che la tua vita suoni diversa da come lo era ieri.
Colpa dell’età, colpa degli ascolti, colpa d’Alfredo (nel senso di John Merrick).
Il fatto è che i tre amici e compaesani del Merrick nazionale tracciano in meno di un mese la via di una nuova stagione indie reggina (o almeno lo si spera) o se non altro se la spassano tra sintetizzatori e tastierine cheap, una chitarra e una voce un pò fuori dall’ordinario.
Evitando paragoni scomodi e/o scontati, vi lascio all’ascolto non del pezzo più facile, ma di quello che più mi piace con buona pace delle etichette discografiche, perchè mi piace guardare cosa succede quando nevica.
http://www.myspace.com/fjelds (per sanare la vostra insana curiosità).

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2 commenti

Archiviato in Music, Notizie Possibili, Partyzan

2 risposte a “Fjelds : roccia, neve e quel che ci rimane.

  1. yerselissteam

    Nice blog 🙂

  2. Johnk265

    It is also possible that Zynga’s chosen advertising network is to blame if we ddegkeedkcaf

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